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I dintorni di Certaldo
Castello di Tavolese: ritornati sulla strada asfaltata verso Certaldo, scendiamo nella valle dell'Agliena, passando vicino alla Chiesa di S. Angelo a Nebbiano, anch'essa romanica. Qui sorge anche il Castello di Tavolese a pianta rettangolare con quattro bellissime torri circolari rinascimentali. Giunti al torrente Agliena si risale, girando intorno al poggetto "La Falisca", ipogeo etrusco, per una strada che si inerpica sul versante opposto fino a S. Maria a Bagnano ai piedi della possente collina di Semifonte. Castello di Pogni: fra bellissime case coloniche e vigneti superbi, arriviamo a Marcialla, antico borgo medioevale, legato alla sorte dei vicini Castelli di Pogni e Semifonte. Nella chiesa si conserva una "Adorazione dei pastori" del secolo XVI attribuita a Fra Paolino da Pistoia ed una "Concezione della Vergine" di Filippo del Grosso (sec. XVIII). A poche centinaia di metri per una strada sterrata in direzione di Certaldo sorgono i ruderi del Castello di Pogni. In questa località sono state ritrovate urnette etrusche conservate nel Palazzo Pretorio di Certaldo. Del castello rimangono pochi ruderi di un torrione stranamente spaccato a metà, cioè "una mezza torre". ll poggetto sul quale sorge conserva ancora la forma del castello medioevale e probabilmente le fondamenta delle mura di cinta. Borgo di Petrognano: ritornati in direzione di Barberino Valdelsa incontriamo il pittoresco Borgo di Petrognano. Da questa località provengono reperti di epoca romana e paleocristiana. Petrognano è ricordata in una carta di Carlo Magno dell'anno 774 e doveva essere senza dubbio il "Borgo" di Semifonte fuori della porta Est. Di tale epoca conserva cospicui avanzi (tre torri). Anche dopo la distruzione di Semifonte, in Petrognano continuò la vita passando sotto la protezione della famiglia Capponi, che costruì la cupola di S. Michele la villa rinascimentale al centro del Borgo. Pieve di S. Appiano: Proseguendo per Barberino, fra stupende colline e secolari cipressi incontriamo il bivio per S. Appiano. Nell'antichissima località di recente sono state scoperte accidentalmente alcune tombe etrusche all'interno dell'abitato.La Pieve di S. Appiano è una delle Chiese più antiche della Valdelsa ed è ricordata per la prima volta in un documento del 990. La testimonianza più antica delle remoti origini di S. Appiano è data dagli stupendi resti del Battistero dell'VIII sec. antistante la Chiesa. Di esso rimangono quattro pilastri quadrilobati in arenaria, due integri e due tronchi. All'interno della Pieve è conservata una lapide marmorea recante incisa la pianta dell'antico diruto Battistero. Questo eccezionale esempio di edificio a pianta centrale era di forma irregolare a cinque lati con tre absidi o nicchie, al centro quattro pilastri cruciformi sorreggevano la volta conica, coperta con lastre di lavagna. L'uso di tale sistema di copertura e le decorazioni dei capitelli dimostrano un'evidente influsso di modi lombardi. Purtroppo i terremoti del 1805 distrussero il più bell'esempio di architettura preromanica in Valdelsa. La Pieve attuale ha pianta basilicale a tre navate. Pieve a Chianni: prima del centro di Gambassi, prendiamo la strada che conduce a Castelfiorentino fermandoci alla meravigliosa pieve a Chianni posta sulla via Salaria o Volterrana, probabilmente all'incrocio con la via Francigena o Romea vecchia proveniente da Cellole/San Gimignano. La pieve è ricordata sin dal 990 nell'itinerario fatto da Sigeric, Vescovo di Canterbury, come stazione di pellegrinaggio sulla Salaria.La Chiesa attuale è stata costruita fra il 1184 e il 1209 secondo modelli pisano-lucchesi con pianta basilicale a tre navate. La facciata rinforzata nel secolo XIX mediante due contrafforti è la più elaborata e colta della Valdelsa. E' divisa in tre parti secondo le navate e presenta due file di arcate cieche che sormontano la partizione centrale e il portale d'ingresso. La canonica, annessa alla Chiesa, presenta sulla facciata una bella porta architravata ed una bifora, mentre all'interno compaiono i resti frammentari del porticato (ora pollaio) con capitelli e colonne in cotto identici a quelli del portico di S. Jacopo e Filippo e del palazzo De Peverelli di Certaldo. << Home Page Porta al Bagnano
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